Non è più necessario stare imbarcati almeno 183 giorni all'anno per avere diritto alle agevolazioni.
2. Navi Extra-UE / Extra-SEE
Cosa cambia: La vecchia regola non viene eliminata, ma cambia solo "casa" nel testo di legge (passa al TUIR).Come funziona: Se il marittimo lavora su queste navi per più di 183 giorni nell'arco di 12 mesi, il suo stipendio resta esente da IRPEF (non paga le tasse).
Attenzione al calcolo: I 183 giorni devono essere raggiunti all'interno dello stesso anno solare (da gennaio a dicembre). Se un contratto a cavallo tra due anni si spezza e non si raggiunge la soglia in nessuno dei due anni presi singolarmente, si rischia di perdere il beneficio. Nei giorni si contano anche ferie, malattie e riposi retribuiti.
3. Stop alle "Retribuzioni Convenzionali"
In passato le tasse si potevano calcolare su tabelle ministeriali fisse (forfettarie), spesso più basse dello stipendio reale. Ora questa possibilità viene cancellata per tutti i marittimi imbarcati. Chi non rientra nelle esenzioni totali pagherà le tasse sul proprio stipendio reale ed effettivo.
4. Clausola sui Bonus e Agevolazioni
Per i marittimi su navi Extra-UE (quelli che non pagano l'IRPEF), lo stipendio "esentasse" verrà comunque conteggiato quando si richiedono bonus dello Stato, detrazioni o aiuti legati al reddito (es. ISEE). Questo serve a evitare che chi guadagna bene risulti "a reddito zero" e acceda ad aiuti destinati a chi ha davvero bisogno.
Il dubbio sulla partenza: C'è ancora incertezza su quando partano esattamente queste regole (se valgono già per il 2026 o se inizieranno nel 2027). Si attende una risposta ufficiale dall'Agenzia delle Entrate per capire come comportarsi con le buste paga di quest'anno.